Il tarallo Zen

Immaginati la faccia di un fisico o uno scienziato moderno, nel suo laboratorio a sei zeri dove scompone l’infinitamente piccolo per dedurre esattamente quello che vecchi saggi orientali hanno osservato più di 2500 anni fa.




Sta accadendo esattamente questo, teorie fondamentali come la meccanica quantistica e la teoria della relatività ci riportino a vedere il mondo in modo simile a quello degli Indù, Taoisti, Buddhisti.


Tutte tornano alla stessa base:

Io, te, il cane del vicino, la vecchietta che attraversa la strada condividiamo tutto quello che ci circonda.

Non dimentichiamoci delle balene, gli alberi, le api, le nuvole,…siamo tutti Uno.

Uno con la vita.


Sicuramente hai provato anche tu l’esperienza di sentirti parte di qualcosa di più grande.

Quando guardi un tramonto, camminando nel bosco, ascoltando una canzone da farti venire la pelle d’oca o facendo un lavoro creativo, magari la relazione con un altra persona.


Stai cosi bene, ti senti abbondante, pieno e completo.

È il cerchio della Vita, tutto è connesso, è completo.


L’occidente

Siamo abituati a vederci come entità separate o meglio “individui”.

Come un onda che una volta arrivata sulla spiaggia svanisce.

Siamo invece parte di un oceano immenso al quale siamo interconnessi.

È incredibile che la scienza e la fisica moderna stanno dimostrando esattamente quello che antichi saggi orientali avevano già dedotto.

Le radici della fisica, come di tutta la scienza occidentale, hanno origine nell’antica Grecia dove scienza, filosofia e religione non erano separate.

Lo scopo dei saggi greci era di scoprire la natura essenziale di tutte le cose, da qui il significato letterale di “fisica” (φυσικά).

La rottura di questa visione ci fu quando si cominciò a credere in un “Principio Divino” al di sopra di tutti gli dei e di tutti gli uomini.

Quello che ancora oggi vediamo nelle religioni, un Dio intelligente e personificato che sta al di sopra del mondo e governa.

Da qui partì la tendenza del pensiero di separazione del nostro spirito e della materia.

La frase “Cogito ergo sum” ; “penso quindi sono” di Cartesio ha portato l’uomo occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l’intero universo.

Crediamo di essere solo nella nostra testa.

Nascono quindi le divisioni nella società, razze, gruppi religiosi e politici, nazionalità, ecc,..

Con la separazione ingiusta delle risorse naturali, che crea disordine, violenza che porta ad un ambiente inquinato, inospitale.

Con la brama di avere di più dell’altro, della corsa a essere sempre migliori, di competizione invece di collaborazione.

Ci ha estraniato dalla natura e dagli esseri nostri simili.

L’universo è perfettamente in armonia, nessun incidente, il Sole è sorto in orario questa mattina, nessun esplosione galattica nelle vicinanze, tutto fantastico, ma…!

Un pensiero negativo ed ecco la mia giornata è rovinata.

Capisci?

Nel momento che ci identifichiamo con i nostri pensieri abbiamo finito di evolvere, viviamo nella limitatezza della nostra mente.

Questa è ancora oggi la base della società occidentale, incentrata sull’intelletto.

L’oriente

La concezione orientale del mondo è dinamica invece, il cosmo è visto come come una realtà indivisibile in eterno movimento , animata, organica in continuo cambiamento.

La visione orientale della divinità non è quella di un sovrano che dirige il mondo dall’alto, ma quella di un principio che controlla ogni cosa dall’interno.

Analizzando la particella submicroscopica lo scienziato occidentale è giunto oggi alla conclusione del mondo come un insieme di componenti inseparabili, che interagisco tra loro e in continuo movimento.

Con noi parte integrante di questo.

Perchè è cosi importante realizzare questa unione?

Come un seme che cresce e raggiunge il suo pieno potenziale diventando una pianta, noi facciamo lo stesso vivendo la nostra vera natura.

Diventiamo gli autori della nostra vita e delle scelte che facciamo ogni giorno.

Esternamente condividendo questo pianeta con altre creature ed esseri viventi cosi come internamente, trovando la nostra realizzazione.

Come?

Ascoltando meno la mente e più il corpo.

Quest’ultimo ha una memoria molto più profonda e antica della mente, la quale è limitata alle conoscenza acquisita intellettualmente.

Le cellule del nostro corpo invece ricordano molto di più rispetto a quanto può il nostro cervello che è limitato alla conoscenze acquisite tramite esperienza e alle deduzioni.

Vedi gli animali, sono molto più istintivi di noi.


Libri che consiglio:

La saggezza del Tao - Wayne Walter Dyer

Il Tao della Fisica - Fritjoc Capra

Bibliografia di Osho

La gioia è alla portata di tutti. La via dello yoga - Sadhguru


8 views0 comments

Recent Posts

See All